Fede e libertà: luoghi e volti della spiritualità.

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Organizzata in modo visivamente unitario, pur essendo di 7 autori diversi, la mostra FLUX su Fede e Libertà vede nelle sue modalità di esecuzione, il reportage come il ritratto, la ricerca come l’elaborazione fotografica.  Se ogni foto vale mille parole, qui ci sarebbero mille domande: non ci sono risposte infatti nelle foto presenti. Vengono piuttosto esposte, proprio come in un flusso, delle  umane, dubbiose soluzioni alla gestione di questo difficile equilibrio interiore-esteriore.

Così, a volte potrebbe sembrare una soluzione bizzarra quella delle monache di clausura fotografate da Piero Baraldo, che per Fede si sono negate tutte quelle che noi chiamiamo libertà quotidiane, seguendo al contempo regole rigide e senza possibilità di revisione. Ma non si può vedere in loro la massima esaltazione della Libertà nel potersela negare?

Una falsariga seguita da Nicola Gonella nelle foto di realizzazioni artistiche religiose come vetrate o sculture, di martiri morti in maniera violenta per la Fede, vedi il busto di s. M. Kolbe. Qui la Libertà sembrerebbe del tutto perdente, nei confronti della Fede, vista l’importanza del dono fatto.  Ma non è Fede o Fede distorta anche  l‘ideale che nel tableau di Alessandro dalla Pozza sui suoi reportage di  guerra in Bosnia ha spinto migliaia di uomini a scontrarsi senza esclusione di colpi con il vicino di casa solo perché di religione diversa? Sempre dello stesso autore troviamo però pacifiche e allusive fotografie di interni  dove la Fede è solo contemplazione, con un ipotetico equilibrio finale trovato nella Poesia e nella Scienza.

La mano di Mauro Sartori, invece interviene con forza negli accostamenti  dai bordi ben visibili creati tra oggetti religiosi (da una chiesa, a un rosario a una croce) e natura (il cielo, il profilo di un monte): la dialettica Fede/Libertà è volta a rendere ben visibile la costrizione e il forte contrasto che se ne crea.

Non si vive invece di contrasti, se non quelli del chiaroscuro, nelle foto di Roberto Farinati. E’ il dono il soggetto principale: all’interno di un universo fatto di luce morbida, mani giovani e vecchie sono legate dal rosario e dal passaggio di questo dall’una all’altra, mentre spunta in un luogo tranquillo e chiuso anche il libro dei libri, la Bibbia.   In fogli volanti e su vetri umidi, la prima pagina della Bibbia di Gutenberg, appare nelle foto di Paolo Zanasco, a sottolineare l’evanescenza di un messaggio che rende evidente la debolezza comunicativa umana a fronte di messaggi divini. L’approccio umano a Fede e Libertà è una costante anche in altre fotografie: dalle bandiere arcobaleno alla croce usata come segno di protesta, fino ad Eva, primo esempio biblico di strappo doloroso in bilico tra Libertà e disobbedienza.

La figura della donna è analizzata infine, in bianco e nero,  anche da Loretta Doro, che allarga lo sguardo a contrasti generati da regole e imposizioni che le religioni creano nei modo di espressione della femminilità.  Stessa attenzione viene dedicata anche alla tematica “Dono”, che nel vortice di una vita conflittuale, magari sofferta e  apparentemente disseminata di sacrificio, vede la luce e  approda ad una scelta dell’anima, quella che vediamo trasparire dagli occhi.